Il lago di Nemi

Il lago di Nemi insieme a quello di Castel Gandolfo è una delle bocche di un cratere molto più ampio: il complesso vulcanico dei Colli Albani o Vulcano Laziale formatosi 500.000 anni fa. L’importanza di questo vulcano per lo sviluppo dei popoli e della civiltà non solo del mediterraneo, è oggetto di molti studi. Scoperte, anche recenti, hanno portato alla luce reperti in vari siti intorno al Vulcano Laziale datati a partire dal Paleolitico Superiore, vale a dire almeno 40.000 anni fa.

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Gli ultimi studi genetici sulla specie umana hanno evidenziato una discendenza comune, relativamente recente, a tutti i popoli della terra che si può far risalire ad un gruppo esiguo di uomini e donne Sapiens (qualche migliaia) sopravvissuti all’ultima glaciazione detta di Würm iniziata circa 70.000 anni fa.

Questi pochi superstiti vissero come popolazioni nomadi alla continua ricerca di cibo e soprattutto di luoghi ospitali e, favoriti dal ritiro dei mari e degli oceani, si spostarono da un luogo all’altro della Terra, ripopolando lentamente l’intero pianeta.

E’ possibile, considerata la conformità della superficie ghiacciata, che la maggior parte di questi individui siano passati proprio dal Vulcano Laziale, dove avrebbero visto qualcosa di estremamente raro: un’isola rigogliosa di vegetazione immersa tra i ghiacci.

Questo particolare fenomeno, possibile grazie al calore del vulcano che determinava la presenza di acqua liquida e delle uniche piante ad alto fusto rimaste sulla Terra, doveva impressionare molto gli uomini che vagavano tra i desolati paesaggi gelati del resto del mondo, tanto da considerare questo luogo estremamente accogliente: un posto magico di cui custodire e tramandare il ricordo.

Secondo alcune ipotesi, abbastanza azzardate, ma non facilmente smentibili, proprio nel bacino del lago di Nemi sarebbe individuabile l’idea ancestrale di “paradiso terrestre”.

Un luogo che considerate le sue caratteristiche era venerato e ritenuto sacro poiché uno dei pochi siti in grado di ospitare la rinascita della vita.

Potrebbe essere quindi che “il concetto stesso di divinità sia nato proprio a Nemi”.

Molti simboli ed elementi culturali che le civiltà antiche hanno espresso successivamente, a partire dal 10.000 a.c., riportano in qualche modo a questi luoghi.

Il bacino del lago di Nemi assume un’importanza primaria come simbolo di sacralità primordiale in quanto luogo di origine del culto della Grande Madre Terra, importanza che ha mantenuto intatta nei millenni successivi con il mito del Nemus e del Giardino Primordiale in seguito assimilati come simboli sacri delle maggiori religioni del Mediterraneo.

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