Nemi

Benvenuti a Nemi, il paese delle fragole!

“Ecco Nemi celato in una conca di poggetti selvosi…”

scriveva a proposito di questi luoghi lo scrittore avventuriero George Byron nei primi anni dell’800.

 

Nemi e il lago

Nemi e il lago

 

Nemi, il cui nome deriva proprio dal termine latino “nemus” che vuol dire “bosco”, si erge arroccato sul costone roccioso di un antico vulcano, nascosto tra i folti boschi del Parco Regionale dei Castelli Romani, ed è conosciuto in tutto il mondo per le deliziose fragoline di bosco che qui crescono ovunque in modo spontaneo.

Da oltre cent’anni le fragole e le fragoline sono coltivate sulle rive del lago, dove il particolare microclima della valle, protetta dai venti e riscaldata dalle acque del lago che ne mitigano la temperatura, permette la crescita e la maturazione di questi dolcissimi frutti, tutto l’anno. Qui il fertile terreno lavico conferisce alle fragoline lo speciale aroma che le rende uno dei prodotti tipici più pregevoli di tutto il territorio italiano.emi, il cui nome deriva proprio dal termine latino “nemus” che vuol dire “bosco”, si erge arroccato sul costone roccioso di un antico vulcano, nascosto tra i folti boschi del Parco Regionale dei Castelli Romani, ed è conosciuto in tutto il mondo per le deliziose fragoline di bosco che qui crescono ovunque in modo spontaneo.

La produzione delle fragole culmina nel mese di Giugno in cui si svolge la celebre“sagra delle fragole e dei fiori”; durante questa manifestazione il centro storico si veste degli splendidi colori dei fiori, che crescono rigogliosi nella valle del lago, e le fragole vengono generosamente distribuite a tutti i partecipanti. Nel 2000 il paese ha realizzato la coppa di fragole più grande del mondo che ha conquistato il Guinness dei primati.

Le fragolare

Le fragolare

 

 

 

 

 

 

Da ottant’anni, in occasione di questo evento,le donne di Nemi di tutte le età vestono i panni delle Fragolare, le storiche raccoglitrici di fragole del secolo scorso che, dopo aver pazientemente colto  i piccoli frutti destinati al mercato di Campo dei Fiori a Roma, risalivano faticosamente la strada che si inerpica sul costone roccioso e collega il lago (200 metri più in basso) al paese, con le spasette (antiche ceste adatte a contenere le delicatissime fragoline) in equilibrio sulla testa.

 

I costumi tradizionali realizzati a mano e custoditi dalle signore nemesi, che spesso li passano da madre a figlia, tramandano un’antica tradizione che è ancor oggi l’anima della festa.

 

Sagra delle fragole a Nemi - 1931

Sagra delle fragole a Nemi – 1931

Le tradizioni,  l’aspetto tipico del borgo, e le stesse coltivazioni di fragole e di fiori devono la loro sopravvivenza all’isolamento dato dalla singolare conformazione geografica, che da una parte ha preservato Nemi dal passaggio del tempo e dall’altra garantisce la prosperità della sua valle adagiata sul fondo di un cratere ormai spento da migliaia di anni.

Il bacino del lago, infatti, è un luogo estremamente fertile e rigoglioso grazie alla combinazione di più elementi: la fertilità della terra che deriva  dalla componente lavica, l’altitudine rispetto al livello del mare, la conformazione a conca del bacino che è protetto dalle pareti del vulcano e soggetto ad un gioco di correnti ventose che permettono un costante equilibrio tra aria umida e secca.

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